S. Girolamo dei Croati

La storia del Pontificio Collegio Croato e la chiesa di San Girolamo dei Croati a Roma

Il Pontificio Collegio Croato e la chiesa di san Girolamo dei Croati si trovano a Roma, accanto alla celebre Ara Pacis e al Mausoleo dell'imperatore Augusto, vicino al Tevere.
Il passato della chiesa racconta la storia della comunità croata presente nella città eterna dal VII secolo.
Nel 1453 papa Nicolò V donò ai Croati, la chiesa di Santa Marina, in seguito dedicata a San Girolamo Dalmata, protettore dei Croati. Nel 1585 fu eletto papa Sisto V, originario dalla Croazia. Conosciuto come un papa estremamente energico, Sisto V insieme con varie riforme fece costruire la nuova chiesa di San Girolamo, terminata nel 1589. Le opere di abbellimento furono ultimate nel XIX secolo.
L'architetto Martino Longhi, detto il Vecchio (1520-1590), scelse per il progetto della chiesa un suo precedente disegno già ideato per la costruzione della Chiesa Nuova, conosciuta come La Valicela. Il progetto della chiesa si componeva di una navata unica e tre cappelle per lato. Durante il pontificato di papa Sisto V, ai lavori architettonici e di decorazione parteciparono gli artisti Martino Longhi e Giovanni Guerra. Nelle cappelle le lavorazioni decorative sono eseguite con la colla di stucco di marmo, o di stucco di travertino. Gli affreschi del transetto, del coro, della zona presbiteriale appartengono a Giovanni Guerra noto, come l'ideatore delle decorazioni sistine, mentre altre decorazioni furono eseguite dal 1562 in poi. Tra vari ornamenti interessanti si notano nel coro tre grandi affreschi simili agli arazzi che, raccontano la vita di san Girolamo.
La finta cupola è di Giovanni Guerra e risale agli anni 1588-1590. La stessa è riccamente decorata con le immagini della Santissima Trinità, con la Madonna e san Giovanni. Sotto la cupola sono collocati i quattro evangelisti: Luca, Marco, Giovanni e Matteo attribuiti a Paolo Guidotti. Nel 1590 Andrea Lilio (1555-1610), realizza gli affreschi nella cappella della Pietà. Probabilmente le scene delle lunette raffigurano due episodi della vita di San Tommaso d'Acquino. L'affresco dedicato al santo sulla volta del coro è l'opera del Maestro Paris Nogari (1535-1600), detto Romano e le meravigliose Glorie angeliche, appartengono a Giovanni Guerra. Tra il 1588-1590 il pittore Avanzino Nucci dipinge un ciclo dei papi e dei vescovi originari della Croazia oppure che avevano un legame con i Croati.
Da tutto questo è evidente la grande devozione di papa Sisto V per san Girolamo e anche, il legame fortissimo con la sua terra d'origine, la Croazia. Le restanti decorazioni ordinate da papa Sisto V, si possono attribuire a Antonio Viviani (1560-1620) e Andrea Lilio che hanno immortalato la vita di san Girolamo con tre affreschi eseguiti nel 1590.

La figura di san Girolamo è rappresentata nelle varie situazioni della sua vita, nelle vesti di studioso e, in seguito nella beatitudine celeste. In seguito alla morte di papa Sisto V tutti i lavori nella chiesa furono interrotti e solo 1631, con i ritrovati finanziamenti ripresero le opere di abbellimento. Le cappelle laterali risplendettero con i nuovi quadri come la “Madonna con Gesù Bambino e Santa Anna”, il “Cristo morto in braccio alla Vergine Maria” e “San Girolamo penitente”. di Giuseppe Puglia (1600-1636). Benigno Vangelini nel 1650, dipinse il quadro dedicato ai santi Cirillo e Metodio, apostoli slavi, visibile nella cappella del Santissimo Sacramento. Michelangelo Cerutti (1666-1748) dipinse nel Settecento il quadro dell’ “Annunciazione” che si considera una delle sue opere più riuscite. La “Madonna della Stella”, antico quadro molto venerato dal popolo, proveniente dalla vecchia chiesa, fu donato nel 1732. La sua storia è insolita, perché danneggiato notevolmente nell’incendio fu sostituito con una copia segretamente dipinta da Filippo Bracci nel 1745. L'altare maggiore fu eretto secondo il disegno di Niccolò Michetti. La statua marmorea di san Girolamo accanto alla porta della sagrestia forse di Francesco Grassia si può collocare nel XVII secolo. Un periodo particolarmente difficile per la chiesa di San Girolamo iniziò con i primi anni dell'Ottocento. A causa del regime napoleonico e delle sue azioni a danno delle istituzioni ecclesiastiche, la chiesa fu abbandonata. Nel 1811 un terremoto devastante danneggio gravemente le volte dell'edificio. In seguito, nel 1846 sotto il pontificato di Pio IX iniziarono i grandi lavori di restauro. L'interno della chiesa cambiò aspetto, con imponenti operazioni decorative. Il pittore Francesco Giangiacomo, restauratore delle pitture antiche e Pietro Gagliardi (1809-1890) che realizzò gli affreschi alle pareti vuote per la morte di Sisto V, con le loro opere segnarono questo periodo storico.” L'Adorazione dei Magi” è sicuramente il più bell'affresco dipinto da Gagliardi, insieme con gli affreschi dedicati ai quattro profeti maggiori: Geremia, Daniele, Isaia, Ezechiele. L'artista è anche l'autore dei ritratti di due papi, Nicolò V e Sisto V, che hanno avuto un ruolo fondamentale per la costruzione della chiesa. Nella chiesa di San Girolamo è evidente la sovrapposizione dello stile barocco sugli altri stili di epoche precedenti.

Insieme con le preziose opere custodite nella chiesa , è interessante conoscere la personalità e la vita di san Girolamo. Il santo protettore dei Croati nacque nel 340, a Stridone una località della Dalmazia. La sua vita terrena giunse al termine il 30 settembre 420 a Betlemme. San Girolamo visse una esistenza fuori del comune, piena di esperienze straordinarie che lo portarono verso l'ideale ascetico. Egli aveva un carattere forte, sempre pronto alla polemica, nella ricerca della verità assoluta. Nella storia della Chiesa egli è considerato uno dei Quattro Dottori, Padri della Chiesa, con san Ambrogio, san Agostino e san Gregorio Magno. Inoltre, san Girolamo è uno tra i più grandi studiosi della Bibbia che tradusse per primo dalla lingua originale al latino. Oltre le varie traduzioni, scrisse numerose opere polemiche, lettere scambiate con diverse personalità dell'epoca, e molto altro. Spesso è rappresentato penitente nel deserto siriano, con un maestoso leone. Nel XII secolo Giacomo di Varazze scrisse "Legenda Aurea", dove descrisse la nascita dell'amicizia tra san Girolamo e il leone. Il santo guarì un leone, togliendogli una spina dalla zampa. In seguito il leone riconoscente lo avrebbe seguito ovunque. La figura del leone simboleggia  anche il Cristo e dimostra la sua presenza costante vicino a san Girolamo. Nell'affresco “San Girolamo nel deserto, spiega le Sacre Scritture” gli altri animali hanno un significato molto interessante. Il serpente e lo scorpione, personificano il male che fugge dal santo. La lumaca è il sinonimo della risurrezione, della verginità: simboleggia l'esistenza casta del santo che ha trovato la nuova vita e la pace nel Signore.
Nella sua costante ricerca della luce solare, la lucertola è il simbolo delle persone che cercano la luce divina per convertirsi. La tartaruga assume un significato negativo perché vive sottoterra, nel fango e per questo, rispecchia la vita condotta nella sporcizia. Nelle tele con l'immagine di san Girolamo sovente si notano i seguenti oggetti: il libro delle Sacre Scritture, il vassoio con l'inchiostro, la pietra con cui si percuoteva il petto; la croce, il teschio e il cappello cardinalizio parlano della sua vita dove lo studio, la penitenza, la preghiera accompagnati dalla meditazione hanno svolto un ruolo fondamentale. Il Pontificio Collegio Croato di San Girolamo ha una storia molto complessa che ha subito vari condizionamenti anche politici durante i secoli passati. L'attuale edificio del Collegio fu costruito tra il 1938 e il 1939 dopo che tutti gli edifici intorno al Mausoleo Augusto, furono abbattuti. Lo scultore Ivan Meštrović e il pittore Jozo Kljaković abbellirono il Collegio con “La Pietà”, il bassorilievo di san Girolamo e di Sisto V, il busto di Pio XII, tre enormi mosaici con le scene della storia croata e numerosi quadri. Le opere d'arte degli scultori Josip Turkalj, Augustin Filipović fanno parte di una ricca collezione di diversi maestri croati e italiani. Un posto di riguardo spetta a Ivo Dulčić (1916-1975) il grande pittore croato che ha donato al Collegio una meravigliosa tela che si trova nella sagrestia sulla parete principale. Il quadro dipinto nel 1969 raffigura il “Cristo crocifisso con santi e beati Croati”, san Girolamo e un leone.
Il Pontificio Collegio Croato e la Chiesa di San Girolamo, simili a due scrigni preziosi, pieni di storia custodiscono il loro tesoro artistico e, nello stesso tempo sono anche il posto in cui si incontra la comunità croata nelle festività e in occasione degli anniversari, insieme con i pellegrini provenienti della Croazia ed altri paesi, mentre nel Collegio allogiano i sacerdoti croati durante gli studi a Roma.  (A cura di Svjetlana Lipanović)

In Breve

Oggi, l'Associazione Italo-Croata di Roma continua a promuovere la cultura e la lingua croata in stretta collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica di Croazia nella Repubblica Italiana e con l'Ambasciata della Repubblica di Croazia presso la Santa Sede ed inoltre con il Pontificio Collegio Croato di San Girolamo, a Roma.

Indirizzi

ASSOCIAZIONE ITALO-CROATA onlus -ROMA
SEDE LEGALE: Via Sommacampagna, 9 c/o Latini - 00185 Roma
SEDE OPERATIVA: Sala San Girolamo - Piazza Augusto Imperatore, 3 - 00186 Roma

Mobile: Cell. +39 320 4877909
Email: info@aicro.org

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